PONTE SOSPESO. Risale agli Anni 20 del XX secolo. È uno dei ponti pedonali più lunghi d’Europa. Misura circa 220 metri ed è alto, nel trat­to che attraversa il torrente Lima, circa 40 metri. È un’importante eredità del passato industriale della Mon­tagna Pistoiese, il Ponte Sospeso di Mammiano Basso è conosciuto in tutto il mondo in quanto inserito nel libro Guinness dei Primati.

Costruito dalle maestranze locali della fabbrica di Mam­miano Basso tra il 1920 e il 1922, nacque da un idea dell’ingegnere Vincenzo Douglas Scotti, direttore dello stabilimento in cui lavoravano moltissimi operai che abitavano a Popiglio. Il borgo sorge sul versante Ovest del fiume Lima, opposto a quello su cui si trovava lo stabilimento. Il ponte tagliò di alcuni chilometri il percorso che gli operai dovevano fare a piedi o in bicicletta per arrivare al posto di lavoro.

Questa incredibile struttura fu realizzata prima ancorando i cavi, poi applicando tavoloni e reti metalliche incardinate all’intera struttura, senza che vi fosse nessun tipo di appoggio intermedio.

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PONTE SOSPESO

MAMMIANO BASSO (LE FERRIERE) .Nel borgo sorgeva un cen­tro siderurgico della Magona, che alla fine del XVIII secolo, con le sue tre ferriere: di Cima di Mezzo e di Fondo, costituiva il maggior punto di produzione del Granducato di Toscana.

CATASTO GRANDUCALE

CATASTO GRANDUCALE

L’associazione Valle Lune ha ripulito parte dei resti della struttura della Ferriera di Fondo dalla folta vegetazione che la nascondeva. In seguito la parte risanata, porzione della ferriera e bottaccio, è stata messa sotto vincolo, assieme alla Torre di Rimando, dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici.

Le Trombe Idroeoliche sono ancora integre e visibili insieme al grande bottaccio a forma di goccia, ed alle volte che lo sostenevano.Le Trombe Idroeoliche sostituirono i mantici usati per alimentare i fuochi. Queste sfruttavano il principio del sifone creato attraverso la caduta dell’acqua in un condotto verticale alla cui sommità si aprivano alcune feritoie che avevano il compito di aspirare l’aria. Così si veniva a creare una miscela di aria ed acqua che cadeva in un serbatoio detto ‘Bottino’ sul cui fondo c’era una grossa lastra di pietra su cui andava ad infrangersi, liberando cosi l’aria che si raccoglieva nella parte superiore del deposito e da qui, attraverso appositi condotti, veniva con­vogliata verso i forni e le fucine.

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PONTE detto della Benedetta di presunta origine medievale.

PONTE DELLA BENEDETTA

LA TORRE DI RIMANDO. Unico esemplare ancora esistente in Italia, faceva parte di un impianto che contribuiva al funzionamento di alcuni macchinari della ferriera. Sulla cima della torre era posta una grande puleggia di ferro. Più a valle la forza dell’ac­qua faceva girare un’altra puleggia che trasmetteva il mo­vimento, tramite un cavo d’acciaio, alla torre di rimando e da qui ad un’altra ruota messa sul tetto della Ferriera di Mezzo.

LA TORRE DI RIMANDO

 

Un’altro tratto dell’antica strada acciottolata. Sembra stata appena costruita. Ripulita da una fitta boscaglia e da uno strato di terra, l’associazione Valle Lune ha riportato alla luce… un’opera d’arte!

Tratto di strada acciottolata

Tratto di strada acciottolata

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IL VOLANO. Il cavo d’acciaio è il residuo di un vecchio ‘volano’, ingegnoso sistema di sfruttamento, come vedremo in altri casi, dell’acqua. Funzionava come una moderna funivia. A valle, sul greto del fiume, un contenitore veniva riem­pito con la sabbia, a monte, un altro recipiente era pieno di acqua, facendolo scendere saliva quello con la sabbia.

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